lunedì 8 ottobre 2012

STRANGE BREW: LYNYRD SKYNYRD AT MUSCLE SHOALS ED ALTRO...




SKYNYRD'S FIRST: THE COMPLETE MUSCLE SHOALS ALBUM
L'ascolto di questo album è riservato a  fans incalliti che non vedono l'ora di fare nuove scoperte riguardo i loro beniamini per sollazzarsi con qualche grezza versione primordiale di brani successivamente entrati nella storia o qualche gioiellino ingiustamente estromesso dalla discografia standard.
Nonostante la bellezza e la qualità eccelse, il debutto PRONUNCED LS non restituisce ancora quel magnifico sfavillante suono che si perfezionò con SECOND HELPING ed esplose definitivamente con ONE MORE FROM THE ROAD ed il capolavoro STREET SURVIVORS.  Nel disco di cui parliamo oggi siamo ancora ai primordi ed i suoni sono ancora più naif rispetto al debutto, pregni ancora di echi di quel pop-rock psichedelico tipico di Byrds e Buffalo Springfield. L'arco temporale delle registrazioni va dal Giugno 1971 al 1972, la formazione non è ancora ben definita, Ronnie, Gary ed Allen non hanno ancora deciso se alla batteria deve sedere Bob Burns o Rick Medlocke (ed allo stesso tempo Rick probabilmente non ha ancora deciso se vuole picchiare sui tamburi, cantare o suonare la chitarra), al basso ruotano Greg T.Walker, il magnifico Ed King (chitarrista e fondatore dei Strawberry Alarm Clock) e Leon Wilkenson nelle session più tarde. Al piano troviamo già "Mr Hony Tonk" Billy Powell.
Molti dei pezzi erano già stati editi in vinile nel 1978 su FIRST AND LAST (di cui questo CD rappresenta la ristampa potenziata), altri nello splendido box del 1991, all'interno del quale comunque comparivano anche registrazioni ancora precedenti (se si vuole arretrare ancora bisogna invece acquistare la raccolta COLLECTYBLES). In questo CD, come da sottotitolo, vengono presentate le registrazioni effettuate per il disco d'esordio ai famosi studi Muscle Shoals, in Florida. Questa è la tracklist completa: 
 
 
Free Bird,
One More Time
Gimme Three Steps
Was I Right or Wrong
Preacher's Daughter
White Dove
Down South Jukin'
Wino
Simple Man
Trust
Comin' Home
The Seasons
Lend a Helpn' Hand
Thing Goin' On
I Ain't the One
You Run Around
Ain't Too Proud to Pray

 
Oltre la metà dei brani furono scartati e quelli scelti furono nuovamente registrati con la produzione di Al Kooper per la prestigiosa Sound Of The South (MCA). In quest'album naturalmente non c'è niente di meglio rispetto ai lavori "ufficiali" e si nota una certa ricerca di una direzione ben precisa. Le parti vocali in genere sono piuttosto acerbe e piene di un inutile eco (vedi I Ain't The One che però guadagna un bel basso in evidenza),  Trust ad esempio già non è indimenticabile su GIMME BACK MY BULLETS, tantomeno in questo caso.  I due pezzi conclusivi sono cantati da Medlocke: uno, You Run Around è uno scatenato r'n'r che lascia presagire lo straripante stile Blackfoot del futuro, l'altro è una ballata troppo sixties. Un'altro degli inediti assoluti è Wino, che dire, tale poteva rimanere! Was I Right Or Wrong e Comin' Home invece mi sono sempre piaciute ed avrebbero meritato di più ma forse furono scartate perché in alcuni momenti ricordano molto altri pezzi. Il vero delitto però è il non aver pubblicato la grandissima Down South Jukin' che è stata proposta su disco solo come B-side di Free Bird, singolo edito sull'onda del successo del secondo album. Peccato, sarebbe divenuta un classico ed avrebbe potuto impreziosire ulteriormente il leggendario doppio dal vivo.



Come dicevo sopra, un acquisto molto interessante potrebbe essere il doppio COLLECTYBLES, edito nel 2000, che raccoglie i primissimi singoli di quella che solo diversi anni dopo sarebbe diventata la favolosa southern band. Michelle risale al 1968 quando la band si faceva chiamare ONE PERCENT e non è per niente male; addirittura la voce di Ronnie mi ricorda moltissimo quella di Gregg Allman ed è già presente quello che diventerà il marchio di fabbrica del gruppo ovvero l'alternare giro melodico con focose parti chitarristiche. In questo caso i travolgenti assoli hanno un forte gusto di  Cream! La B side, Need All My Friends  è decisamente più tranquilla. Ottimo sarebbe ad esempio l'altro singolo del '71, I've Been Your Fool, brano country oriented un pò sullo stile di T For Texas, sul retro la bella e dura Gotta Go, piuttosto Allmaniana. Peccato che, per complicare le cose, non sia incluso in questa raccolta (si trova invece su THE BEST OF THE REST o su youtube!). Per dar valore al doppio CD è inclusa invece tutta una serie di demos, outtakes e brani dal vivo molto interessanti tra cui anche una performance risalente al 1973.
Concludo questo STRANO MISCUGLIO parlando di un altro imperdibile disco un pò troppo ingiustamente dimenticato, che alle volte viene compreso nelle discografie addirittura tra le compilations. Si tratta invece di tutt'altro, nuove registrazioni di brani famosi e non tratti dall'ampio repertorio della band affiancati da inediti assoluti, in una fresca vesta acustica. Il disco in questione è il bellissimo ENDANGERED SPECIES pubblicato su Capricorn nel 1994 e prodotto da Barry Beckett (MUSCLE SHOALS). Apertura affidata guarda caso alla splendida Down South Jukin', una delle perle del disco, bel suono, vero unplugged con Ed King e Gary Rossington che si scambiano gli assoli ed il brillante piano di Bill Powell che primeggia. Si prosegue ad alti livelli con la bella cover di Heartbreak Hotel di Elvis, lenta, cadenzata, gran vocione di Johnny, poi arriva Devil In The Bottle, a firma Rossington-Van Zant, un'altra delle mie preferite. Suoni perfetti e slide guitar ad arricchire il tutto. Altro brano superlativo è Things Goin' On, tratta come I Ain't The One e Poison Whiskey dal leggendario debutto e non hanno bisogno di commenti, belle erano e belle rimangono con questo nuovo abito. Saturday Night Special arriva da quello che è considerato il peggior album dell'epoca d'oro, comunque in questa versione perde tutta quella patina "commerciale" da facile singolo che aveva su NUTHIN' FANCY. Sweet Home Alabama, probabilmente inferiore ad altre versioni, è comunque un classico e basta. Invece Am I Losin' è, con la sua vena malinconica, strepitosa e sotterra la versione originale.
"Tutte le strade che ho percorso, tutti gli amici che ho conosciuto, ne è valsa la pena e tutto ciò che mi rimane è una canzone", questo più o meno il testo di una bella ballata per sole chitarre. La batteria torna in Poison Whiskey e nella trascinante Good Luck Bad Luck, preludio al capolavoro sonoro che dava il titolo al bell'album dell'anno precedente, splendidi arpeggi, mandolini, voce sofferta e musica in crescendo: è The Last Rebel, una delle più belle composizioni della Johnny-era e, secondo me, di tutta la carriera. Dopo il fading finale riprende, mancano i rulli di tamburi della versione elettrica ma la bellezza della canzone toglie il fiato. Hillbilly Blues è un pezzo hillbilly (ma và!), ancora ottima  e trascinante, a chiudere un disco eccellente, l'ultimo a meritare un posto al fianco degli storici lavori su MCA. Tornerò presto a parlare di Lynyrd Skynyrd, ho qualcos'altro di cui parlare.........

G_BARONCELLI 
 
  
 
 

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