Millenovecentottanta. Appoggio sul piatto del mio giradischi un vinile che mi è stato prestato, il gruppo ha un nome alquanto strano che non so bene come pronunciare: URIAH HEEP.
Non ho sentito molta musica di quel tipo ma subito quell'impasto vocale e quel cantato affascinante mi conquistano: CONQUEST, unico lavoro della leggendaria band inglese con John Sloman alla voce, controverso e non certo dello stesso valore storico dei lavori dei primi anni settanta. Ma stiamo parlando di un pezzo unico, di un periodo breve come la vita di una farfalla, di una gemma sconosciuta ai più e quasi sempre superficialmente giudicata dalla critica e da molti fans.
Oggi non voglio però fare la recensione musicale ma pubblicare alcune foto piuttosto rare che acquistai tanti anni fa, certamente più di venti, che custodivo gelosamente "in archivio" senza sapere che valore avessero. Pochi giorni fa mi sono preso la briga di scannerizzarle e di pubblicarle su facebook: successo immediato perchè rappresentano gli ultimi giorni di convivenza di Ken Hensley, membro storico, tastierista e principale compositore, con Mick Box e soci. Ken se ne andò e la band si sciolse salvo poi ricostituirsi con altri keyboard players ed ancora oggi è in attività con Mick Box saldamente al comando. Ma queste foto hanno già fatto il giro del mondo, qualche altro blog me le ha "rubacchiate" per cui penso sia giusto pubblicarle in tutto il loro splendore.
G_BARONCELLI
martedì 31 maggio 2011
venerdì 22 aprile 2011
TISHAMINGO: LIVE IN ITALY
TISHAMINGO: LIVE IN VIADANA (MN)
March 31, 2007
Club House Stadio Zaffanella
Un bel pomeriggio di una giornata di inizio primavera, io, my wife e Marco partiamo alla volta della bassa Padana per vedere nuovamente i TISHAMINGO. Questa sarà ormai la terza volta e per ora anche l'ultima visto che al momento sono fermi e chissà se mai torneranno insieme.
9 Luglio 2005 al Pistoia Blues Festival ancora con la prima formazione in un, purtroppo, brevissimo set, ma fortunatamente la serata dopo una parentesi da dimenticare (un gruppo italiano veramente vergognoso che suonò più di loro, non so come fece ad arrivare su quel palco) proseguì alla grande con un pirotecnico show dei triestini W.I.N.D. Poi l'anno dopo a Casalmaggiore, il 21 Luglio per l'esattezza, dove potemmo registrare lo show, conoscere i ragazzi e condividere qualche birra a fine concerto.
Jess Franklin GT&VC, Cameron Williams GT&VC, Richard Proctor DR e Chuck Williams BS (che ha sostituito Stephen Spivey), eccoli qua gli amati TISHAMINGO a promuovere il loro nuovo album "The point" da poco pubblicato. Fu un concerto splendido ed energico, le chitarre avevano un suono brillante, veramente fantastico, uno dei pezzi che mi ha colpito di più è stato quello eseguito durante il soundcheck, "You got that right" degli SKYNYRD, superba!!!
La serata era cominciata già bene col gruppo di apertura, purtroppo non ricordo il nome, molto giovani, bravini sicuramente. Poi è decollata, con Jess sempre più bravo alla slide ed al Rhodes, bella voce, lui e Cameron sono il vero punto di forza, splendido cantante ed ottimo chitarrista quest'ultimo. Si scambiano gli assoli e le lead vocals coadiuvati dalla solidissima sezione ritmica ed eseguono come sempre il loro repertorio ogni sera diverso, ogni volta con qualche sorpresa.
Poi si jamma, arriva sul palco un protagonista del pop italiano anni settanta, Bernardo Lanzetti che si tuffa in una ruggente "Born on the bayou" con Fabio Drusin al basso. Anche i ragazzi che avevano suonato prima tornano sul palco e penso ricorderanno bene questi momenti. Grande divertimento per tutti, poi le foto insieme e gli scambi di baci ed abbracci.
Spero che non finisca qui boys :::::::::::::
G_BARONCELLI
Fabio Drusin (W.I.N.D.) ha jammato con la band eseguendo "Bad news" tratta dall'album all'epoca appena pubblicato THE POINT. Ricordo mi chiese se avevo una copia del CD da andarsi ad ascoltare in macchina ed impararla al volo!!
Bernardo Lanzetti (ACQUA FRAGILE, PFM)
jam
jam
Jess, Stefania and Cameron
Jess, me and Cameron
giovedì 21 aprile 2011
WARREN HAYNES BAND, WANEE MUSIC FESTIVAL 2011
Warren Haynes Band, 15 Aprile 2011
Wanee Music Festival
Spirit of the Suwannee Music Park
Live Oak, FL
G_BARONCELLI
performers:
Warren Haynes - guitar, vocals
Nigel Hall - keys, vocals
Alfreda Gerald -- vocals
Terence Higgins - drums
Ron Johnson - bass
Ron Holloway - sax
Wanee Music Festival
Spirit of the Suwannee Music Park
Live Oak, FL
La scorsa settimana, si è tenuto in Florida un festival dedicato alla musica che più di ogni altra risiede nel profondo del mio cuore e dell'anima: parliamo di quel southern blues jam sound proposto udite udite da ALLMAN BROTHERS BAND (2 concerti), DEREK TRUCKS BAND, WIDESPREAD PANIC, JAIMOE'S JASSSZ BAND, DEVON ALLMAN'S HONEYTRIBE, NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS, WIDESPREAD PANIC, HOT TUNA, 7 WALKERS ...accidenti c'era pane per i miei denti!! Altra notizia ghiotta ghiotta era che, nel pomeriggio di venerdì debuttava la WARREN HAYNES BAND, diversa da quella che aveva portato all'ultima X-mas jam, che seguirà Warren nel nuovo tour in promozione a "Man in motion", il nuovo disco in pubblicazione il mese prossimo. Non potevo quindi mancare all'appuntamento così mi sono catapultato nella Gator Country per l'indimenticabile serata.........ehmm, sarebbe bello poter scrivere ciò ma le cose non sono andate proprio così. Comunque grazie alla tecnologia eccomi qua ad ascoltarmi una splendida registrazione di quello show.
Warren si presenta con le sue splendide Les Paul e ES 345 (se vogliamo essere precisi GIBSON ES 345 CUSTOM del 1961, senza battipenna ed una splendida '59 reissue) e la sua nuova band, come dicevo diversa da quella che ha registrato il disco. Dopo una rapida presentazione dei musicisti parte la musica con la title-track arricchita da una sezione fiati. Il sound è quello del disco anche se più energico e chitarristico, un moderno soul, non il classico soul sudista che ci si potrebbe aspettare, è invece molto moderno, piuttosto newyorkese. Siamo in un territorio nuovo (d'altra parte Warren è un "uomo in movimento") anche se era già stato sfiorato con i muli all'epoca dei due "Deep end" ad esempio in pezzi come "Down and out in New York City" o "Tear me down" che verrà infatti eseguita nel proseguio di serata. "River's gonna rise" mette in evidenza la bella voce di Alfreda Gerald, subentrata al posto di Ruthie Foster, poi il primo highlight della serata "Power and the glory" tratta dal suo primo fondamentale lavoro solista del 1993 "Tales of ordinary madness".
Bella sorpresa che fortunatamente sarà ripetuta più avanti ma intanto naturalmente vengono presentati altri brani nuovi, "Your wildest dream" è una ballatona Haynesiana fino al midollo ma potrebbe essere anche una cover di Otis Redding tanto è classica, "Sick of my shadow" invece ha un andamento più ballabile, calda, energica e fiatistica. "Hattiesburg Hustle" è un'altra splendida classica Warren's ballad con grande guitar solo finale in crescendo, poi "Sneakin' Sally Through The Alley", brano di Alain Toussaint, già ascoltato in passato da chi segue Warren che in quest'occasione fonde insieme alla sua "Tear me down" con solito crescendo finale e scambi col sassofono che tanto ricorda le improvvisazioni tra i Muli e Karl Denson o lo stesso Holloway. Poi Warren presenta un altro brano dal suo primo ed insuperato disco solista, si tratta di "Broken promised land" che chiudeva il lavoro, tempo lentissimo e splendidi vocalizzi finali in stile "Great gig in the sky" ad opera di Alfreda che già compariva nella versione originale. Un altro estratto da quel lavoro è una delle mie preferite, "Fire in the kitchen" e poi ancora tanto spazio al sax ed al New Orleans sound della nuova "On a real lonely night". Siamo alla fine, Warren pesca ancora da Tales... concludendo con la splendida "Invisible" con i suoi cambi di atmosfera, immersioni nella fusion pura e l'assolo più intenso della serata.
Grande concerto (e chi aveva dubbi?), il tour và avanti, chissà che presto non tocchi anche le nostre lande. Chi volesse una copia dello show non fa che chiederlo, come sempre sono disponibile al trading che è naturalmente concesso dall'artista.
G_BARONCELLI
Warren e Alfreda
performers:
Warren Haynes - guitar, vocals
Nigel Hall - keys, vocals
Alfreda Gerald -- vocals
Terence Higgins - drums
Ron Johnson - bass
Ron Holloway - sax
giovedì 14 aprile 2011
MOON DOG MANE: TURN IT UP (1998)
Come promesso nel mio precedente post, eccomi qui con i fantastici MOON DOG MANE.
Turn it up! Come lo storico inizio di "Sweet home Alabama", il manifesto del rock sudista. Disco assolutamente da avere se amate il suono del sud, anche se di non facile reperibilità. Scritto e prodotto da Frank Hannon, rappresenta una scorribanda in terreno southern del biondo chitarrista e principale compositore dei TESLA. Dodici pezzi di cui due scritti in coppia con l'altro fuoriclasse del gruppo, il prima di allora sconosciuto ma dotatissimo cantante Brodie Stewart. Vi presento gli altri componenti ovvero Kevin Hampton alla ritmica, Chris Martinez al piano ed organo, Joel Krueger e Courtny DeAugustine basso e batteria.
Accendiamo a manetta questo stereo allora e via. La canzone che da il titolo all'album ci accompagna subito nel meraviglioso territorio del sud degli Stati Uniti e colpisce per il refrain subito memorizzabile e l'impasto sonoro tra la chitarra acustica di Hampton e la splendida solista di Mr. Hannon che per l'occasione usa principalmente Fender Stratocaster. Ma la cosa che ha un maggior impatto nell'ascoltatore è certamente la splendida e caldissima voce di Stewart che nella seguente "I believe" sputa sangue e raggiunge livelli sublimi. Questo brano lo ascoltai alla radio all'epoca della sua pubblicazione e rimasi folgorato.
Siamo alla numero 3, “You turn me on”: dopo una breve introduzione con dialoghi tra i musicisti in sottofondo parte il riff, 100 % SKYNYRD’s southern, potrebbe essere tranquillamente tratto da “Street survivors” e si fatica a credere che alla slide non ci sia Gary Rossington e che l'assolo finale di honky tonk piano non sia opera del compianto Bill Powell. La seguente “Peanut on a plate”, un giro blues sempre ispirato al gruppo della Florida basato su un tessuto di acoustic slide mi ricorda molto alcune cose degli STEEPWATER, anche per timbrica vocale. Attenzione alla band appena citata, promessa mancata del nuovo southern rock, perché prima o poi ve ne parlerò. Number five, con un titolo come “Sweet southern sound” quale poteva essere lo sviluppo? Intro di acustica con un giro veramente molto simile al TESLA capolavoro “What you give”, harmony vocals in sottofondo, Fender Stratocaster e voce che al solito sprizza feeling ad ogni suono emesso; ......sweet southern melody come back to me .... mancherebbe solo una spruzzata di Hammond che è ben presente invece nella successiva “Turn the page”, più sul versante rock, slide guitar ed attacco alla RAGING SLAB, altra band "per intenditori".
"Watcha gonna do?" ha nuovamente un riff skynyrdiano, quadrata e trascinante ci traghetta velocemente verso “When I think about it now” che potrebbe benissimo essere un classico dei TESLA, semi ballad con sottofondo di Hammond, solita voce sofferta e cori soulful, assolo strappabudella in crescendo (questa sembra Gibson). Caratteristiche riscontrabili anche in “Let it shine” che ha come maggior influenza i FREE di Paul Rodgers. - Ehi, cos'è questo casino? - parte "Roll with the punches" dove le chitarrone si fanno più aggressive e si doppiano nel finale con quei caratteristici assoli all'unisono di stampo sudista. Un ultimo momento rilassante con "Times are changin'" anche se l'ugola di Brodie è sempre ben strapazzata e poi "Can't stop rockin'" honky tonk rock'n'roll a manetta, è la lezione di Mr. Chuck Berry e degli AC/DC, sentita cento volte, mille forse, ma che sempre centra l'obiettivo quando è proposta con la passione di questi sei outsiders e ti lascia con la voglia di ripartire daccapo.
In conclusione, prova superlativa e promozione certa per Frank Hannon che è riuscito ad imporre una propria personalità a questo progetto nonostante si tratti di musica comunque già sentita, ormai facente parte della tradizione direi. Questo è il rock americano da più di trent'anni ed è musica che non morirà mai così come accade per un disco di delta blues, ti da la gioia o ti è vicino nella malinconia, ti fa venir voglia di ballare e di spaccare i timpani dei tuoi tristi vicini. Se non incideranno più poco importa, ci sarà sempre qualcuno che inciderà un disco del genere prima o poi. E vai così.
G_BARONCELLI
MOON DOG MANE: TURN IT UP (1998)
produced by Frank Hannon
1.Turn It Up
2.I Believe
3.You Turn Me On
4.Peanut on a Plate 5.Sweet Southern Sound
6.Turn the Page
7.Watcha Gonna Do?
8.When I Thing About It Now
9.Let It Shine
10.Roll with the Punches
11.Times Are Changin'
12.Can't Stop Rockin'
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